Riportiamo per dovere di cronaca la lettera di Fly Planet e Small Planet Airlines che ci è pervenuta.

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    Questa è una lettera aperta di noi dipendenti di Small Planet Airlines Italia/Flyplanet.com.

    Da sempre svolgiamo funzioni ben diverse da quelle di rapporti con la stampa ed infatti riteniamo di rivolgerci ai lettori più che al giornale che ha pensato di dedicare alla nostra azienda tante colonne, tanto tecnicamente insufficienti a far comprendere realmente la nostra realtà quanto esaustive a porre tante domande.

    A noi non interessa cercare “cui prodest” tutto ciò e affermiamo, a scanso di equivoci, che rispettiamo la libertà di stampa ma come cittadini e lavoratori pretendiamo che questa libertà implichi completezza di informazioni.

    Noi lavoratori di Small Planet Airlines a Roma e i nostri colleghi commerciali di Flyplanet di Milano proveniamo tutti, ma proprio tutti, da Compagnie aeree italiane o Tour Operators che negli anni hanno chiuso lasciandoci alla ricerca di sempre nuova occupazione. Non facile da trovare, vista la particolarità e l’alta professionalità richiesta e il momento così asfittico del mondo aeronautico e turistico italiano. SPA/ FP ci ha garantito il lavoro, pur nelle mille difficoltà che ogni azienda di questo paese conosce bene.

    Siamo in totale 70 dipendenti e quindi relative famiglie, il nostro lavoro produce indotto negli aeroporti, nel turismo. Quest’anno di crisi abbiamo fatturato di 25 milioni di euro.

    Da quando siamo nati nel 2010 i nostri aerei hanno trasportato 300.000 passeggeri in tutta Europa e Africa. Il settore charter è entrato in crisi, basta chiedere ai Tour Operator, con l’instabilità dell’Egitto che copriva il 70% dei voli invernali ora ridotto praticamente, a zero e la crisi economica che ha tagliato il charter estivo. Abbiamo registrato percentualmente una puntualità pari a 88 % e avere la fiducia dei maggior Tour Operator italiani che ci affidano le loro programmazioni, nonché di Alitalia che tutta l’estate ha volato con i nostri aerei, ci ha sempre rafforzato nella convinzione di tener duro e lavorare sempre di più. Un volatile che impatta (succede continuamente) o un contatto per una spia , purtroppo nella stessa giornata, non può rovinare il lavoro scrupoloso che ogni giorno tutti noi facciamo e chi vola abitualmente lo sa.

    L’onorabilità di un imprenditore si misura sull’essere insieme ai suoi lavoratori a studiare,faticare e magari fare errori, combattere e trovare nuove strategie perché l’azienda sopravviva crescendo, dando alla comunità, in particolare quella genovese, un servizio pubblico ad oggi carente.

    Certo è che dopo le uscite giornalistiche le prenotazioni sono calate del 78%. Qui è in pericolo il nostro lavoro e i nostri sacrifici, e di coloro che dietro un aereo vivono, magari negli aeroporti.

    Dietro ad una sigla, una bella foto, dei nomi, ci siamo NOI che sappiamo, che conosciamo i costi di ogni singolo volo e della stretta marginalità di esso. Per questo abbiamo deciso di scrivere. Se questi articoli volevano attenzione siamo certi che l’abbiano avuta ma pretendiamo far conoscere veramente chi è Small Planet Airlines e Flyplanet, i progetti in essere per sviluppare tutta l’attività di incoming per la Liguria basando la compagnia aerea proprio a Genova. Non vogliamo pensare di esser entrati in giochi prospettici locali che non ci appartengono.

    Ci preme però ricordare un particolare, per correttezza di cronaca gli esempi sono tanti ma questo ci pare più eclatante, Colaninno – capitano coraggioso che creò la nuova Alitalia sgravata dai debiti accollati a tutti gli italiani – assunse la presidenza della Compagnia con una condanna (2006) a 4 anni e 1 mese per bancarotta nel crac Italcase-Bagaglino e interdetto dai pubblici uffici per 5 anni. Da sottolineare che fu poi assolto in appello.

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