botticino foja d'or

    La Doc del Botticino, in provincia di Brescia tra i comuni di Botticino e Rezzato, è una delle più piccole per estensione di ettari coltivati ma è anche tra le più antiche(la ventisettesima, con riconoscimento nel 1968). Il clima caldo, ottima esposizione , ilterreno argilloso-calcareo/marnoso, dona al vino sapidità, struttura finezza e corposità. Non a caso Veronelli lo ha definito il Barolo della Lombardia. Ma da queste basi si può partire, poi il vino bisogna saperlo fare. E su questo l’azienda Franzoni non ha nulla da imparare. Questa nasce nel 1910 con la vendita di vino all’ingrosso e al dettaglio. Di tradizione familiare, l’azienda cresce fino a diventare la più importante per produzione di Botticino DOC. Attualmente si estende su una superficie di circa 16 ettari di proprietà più due ad esclusiva conduzione. Le vigne sono poste alle pendici delle prealpi Lombarde, in una valle riparata a meta’ strada tra la citta’ di Brescia ed il lago di Garda, eccellente esposizione solare verso sud ovest.

    grappolo.marzemino
    Grappolo di marzemino

    Il proprietario è anche il presidente del consorzio del Botticino, composto da 15 soci ( circa il 90 % dei produttori) di cui 5 producono con una propria etichetta mentre gli altri sono soci conferitori. Il consorzio sta cercando di far conoscere in Italia questa piccola realtà schiacciata tra il Lugana e il Franciacorta. Paradossalmente, noto in America grazie all’ esportazione del marmo di Botticino a New York (nel basamento della statua della libertà, nella costruzione della casa bianca…), il 60 % del vino prodotto viene venduto negli Stati Uniti.

    Per la produzione è previsto un uvaggio composto da 4 vitigni. Il disciplinare di produzione indica le percentuali minime di ogni vitigno:

    Barbera (min 30 %) grazie alla sua acidità rende il vino adatto per essere invecchiato, dona struttura e corpo.

    Marzemino (min 20%) vitigno autoctono, importante per l’apporto del colore intenso, brillante e dal caratteristico profumo di viola.

    Sangiovese (min 10 %) molto importante per i profumi intensi, raffinati e di grande personalita’.

    Schiava Gentile (min. 10 %) storico vitigno autoctono, necessario a dare morbidezza e freschezza al vino

    Il disciplinare prevede anche un 10 % di altre uve prodotte nella provincia ma che l’azienda Franzoni non mette. L’ invecchiamento deve essere di almeno un anno e per tradizione in botti grandi 15 – 20 hl di rovere. La barrique non viene utilizzata.

    L’ampelografia del territorio ed i microclimi cambiano molto da zona a zona quindi il disciplinare lascia ai produttori gradi di libertà sulle percentuali di uve da utilizzare (a parte le percentuali minime). L’azienda Franzoni esegue vendemmie tardive con lunga macerazione a temperatura controllata, i lieviti, selezionati ed autoctoni e la successiva fermentazione malolattica eseguita immediatamente rendono il vino morbido ed equilibrato e i profumi primari sono esaltati. L’annata più giovane assaggiata è stata il 2008. Da notare che i primi due vini sono stati imbottigliati quindici giorni prima dell’assaggio ma erano stabili e pronti.

    Botticino doc Ronco del Gallo 2008, 13% vol.

    Per la produzione del Botticino Ronco del Gallo, le percentuali dei vari vitigni sono :

    Barbera 35%; Marzemino 20%, Sangiovese 35%; Schiava gentile 10%,

    L’ invecchiamento viene fatto in botti di rovere di Slavonia della capacita’ di 50-170 ettolitri terminando poi, con ulteriore passaggio in bottiglia per l’affinamento prima dell’immissione in commercio. Il vino è limpido, dal colore rubino tendente ad un porpora leggero, al naso è fine, discretamente ampio, fine, floreale (il marzemino ha nel suo dna il profumo di violetta, lievemente fruttato (mirtillo, mora lampone); in bocca è piacevole, fresco e sapido (il terreno marnoso conferisce mineralità e finezza al vino). Il vino ha una tannicità che però non limita la morbidezza. Ha buon corpo, persistente. Il retrogusto conferma quanto sentito al naso con un’aggiunta speziata (liquirizia, pepe bianco). E’ ben equilibrato. La sua freschezza ti invita a bere.

    Botticino doc Tenuta Bettina 2008, 13,5% vol.

    Rispetto al Ronco del Gallo Tenuta Bettina (dal nome della casa patronale), oltre ad una gradazione un pochio più alta, differisce dalla percentuale dei vitigni: Barbera 35; Marzemino 30%, Sangiovese 25%; Schiava gentile 10% e dall’affinamento in botte di rovere di Slavonia di dimensioni dai 30 ai 50 hl di capacità, che conferisce al vino una nota particolare che ben si amalgama con quella fruttata. Il colore è rubino intenso con riflessi violacei. Al naso emerge la nota tostata del legno e la speziatura, si sente delicata la nocciola e la mandorla. In bocca è più deciso dell’altro, più complesso, il mezzo grado in più gli conferisce maggiore spinta e morbidezza. Il tannino non è astringente, la sensazione pseudotermica conferisce intensità gustativa; una lieve nota amara sul finale con sentore di cacao amaro appena accennato.

    Botticino doc La Foja 2007, 14%vol  e La foja 2004 riserva, 14,5 % vol

    Questi due vini li abbiamo assaggiati assieme. Le differenze si sostanziano principalmente per la durata dell’invecchiamento e la percentuale di uve appassite.

    Per la Foja 2007, le percentuali dei vari vitigni sono: Barbera 40%, Marzemino 30%, Sangiovese 20%, Schiava gentile 10%.

    Subito dopo la vendemmia tardiva, le uve vengono portate in essiccatoio e una volta raggiunto il giusto appassimento (circa 60 giorni) se ne utilizzano il 50% del totale per la produzione del foja. L’affinamento è effettuato in botti di rovere di Slavonia della capacita’ di 30 ettolitri per un periodo di circa 3 anni, terminando poi, con ulteriori 6 mesi in bottiglia prima dell’immissione in commercio. Il vino si presenta importante già dal colore rosso rubino intenso. Il lungo invecchiamento in botti di rovere e l’appassimento gli donano un importante e complesso bouquet con sfumature speziate al naso ed in bocca. Al retrogusto si sentono chiaramente la vaniglia il tabacco, la liquirizia.

    Per la produzione del Foja D’or Riserva, le percentuali dei vari vitigni sono:

    Barbera 45%, Marzemino 30%, Sangiovese 10%, Schiava gentile 10%.

    La vendemmia eseguita tardivamente e interamente a mano in cassette dedicate da 5 Kg ognuna, con un attenta e rigorosa selezione dei migliori grappoli, successivamente vengono collocati in fruttaio per ulteriore appassimento di oltre 2 mesi. La vinificazione è eseguita a termine dell’appassimento. L’utilizzo del 100 % di uve passite, soprattutto del marzemino, dona al vino profumi e finezze particolari all’olfatto e al palato. Nei primi 6 mesi il vino riposa in serbatoi di acciaio per poi entrare in botti di rovere di Slavonia della capacita’ di 15 ettolitri per un periodo di oltre 4 anni, terminando poi, con almeno un ulteriore anno in bottiglia. Si tratta di un vino corposo e strutturato dal colore rosso rubino intenso con leggeri riflessi granati. Il lungo invecchiamento in botti di rovere e la particolare lavorazione dell’appassimento delle uve gli donano note balsamiche, finezza dei profumi con speziature delicate di vaniglia e tabacco. Bevendo questo vino si comprende il significato di goudron, corposo armonico, strutturato.

    Cosa mi è rimasto da qesta degustazione?

    Ho apprezzato Ronco Gallo per la sua finezza; tenuta Bettina per la sua complessità in rapporto all’annata si impone di più, è più complesso, meno armonico del primo. Questa verrà acquisita col tempo.

    Foja D’or 2007 può invecchiare ancora tranquillamente tre, quattro anni. Foja D’or riserva 2004 è un vino da gustare anche da solo, da passare in bocca e mandare giù lentamente, assaporandolo. Nel complesso, tutti i vini si caratterizzano per la finezza assoluta, la delicatezza dei profumi e per il loro corpo importante, ognuno in proporzione agli anni che hanno.

    Una nota all’assaggio: è importante la temperatura di servizio, sono tutti vini che hanno bisogno di almeno 18° per valorizzarne il profumo e la consistenza. Mi era capitato di berli una prima volta a 13° circa di temperatura esterna e sembravano quasi altri vini, complici forse abbinamenti gastronomici non proprio felici: questi sono vini che necessitano, se proprio li si vuole bere con il cibo, di piatti succulenti, carni brasate o arrosto, cacciagione, formaggi di struttura.

    Sono felice di aver conosciuto ed assaggiato questa mini doc che altrimenti sarebbe rimasta in memoria per averla studiata ma come qualcosa di lontano, un po’ come a scuola si studiavano i Sumeri… al contrario sono una bella realtà che contribuisce a far conoscere il territorio anche se stretta tra due giganti come il Lugana e il Franciacorta.

    Se vuoi rimanere informato e aggiornato sui nostri articoli inserisci la tua email qui sotto: