Se è vero che il buongiorno si vede dal mattino e che conta la prima impressione, in questo caso i detti popolari hanno proprio ragione. Mi ricordo la prima visita all’Azienda Agricola La Sibilla: passato a sorpresa e senza preavviso in cantina, sono stato accolto a braccia aperte dalla famiglia Di Meo, che mi ha concesso un po’ del loro tempo, prezioso, visto che una cantina difficilmente lascia molto tempo libero.  Il protagonista principale è stato il giovane Vincenzo Di Meo, enologo, che sta prendendo in mano le redini dell’azienda di famiglia: mi ha dedicato mezz’ora del suo tempo interrompendo le sue attività.

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    Mi ha raccontato come la sua famiglia si dedichi a questa terra e alla produzione del vino da generazioni e come tutti contribuiscano all’attività: il papà Luigi, mamma Rosa, lui e i suoi fratelli, tutti dedicati a questa creatura a conduzione famigliare. Ma la parola famiglia, sebbene usata a ragion veduta, non deve portarvi fuori strada. I vini della Cantina “La Sibilla” sono prodotti con grande professionalità e padronanza della materia, alle quali si aggiungono tradizione (non si contano più le generazioni Di Meo dedicate alla cantina) e grande conoscenza del territorio. Siamo nel cuore dei Campi Flegrei, zona ricca di storia, cultura e tradizione enogastronomica, dove le coltivazioni convivono con l’archeologia.

    Le vigne della sibilla sono tutte nelle vicinanze della cantina: Le zone vitate, ricavate su terreni sabbiosi di origine vulcanica (tipici dei Campi Flegrei) e immuni alla filossera, hanno una doppia valenza: oltre a regalarci ottimi vini dalle caratteristiche peculiari spesso preservano il territorio e a volte lo salvano dall’abbandono e dall’abusivismo. Queste terre sono ricche di testimonianze storiche della presenza degli antichi romani nel territorio. Se già loro avevano deciso di trascorrere le vacanze in questi luoghi un motivo ci sarà stato sicuramente. Tra i vigneti che abbracciano la cantina merita una citazione la vigna storica dalla quale viene ricavato il vino omonimo, la Falanghina Cruna Delago.

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    In questa zona due sono le uve che caratterizzano una produzione piccola ma di alta resa qualitativa: la Falanghina e il Piedirosso o Per’ e Palummo. La produzione della Sibilla comprende bianchi, rosati e rossi. Due sono le versioni del bianco La Falanghina DOP, fresca e molto sapida è il classico vino quotidiano, dal buon rapporto qualità prezzo. Profumata e sufficientemente corposa, si avverte una nota sulfurea che ne rivela chiaramente le origini.

    Oltre alla versione base, troviamo la già citata Cru, denominata Cruna Delago, caratterizzata da un tempo di affinamento più lungo. Un vino dai profumi ampi di fiori bianchi quali la ginestra, ma anche le note minerali e di macchia mediterranea sono chiaramente percepibili, in bocca ben si bilanciano alcolicità, sapidità e acidità, tornano le note minerali. E’ persistente, fine ed equilibrata. Credo che per la tipologia di vino, questa abbia profumi particolarmente complessi con una intensità aromatica che la distingue tra le falanghine sia in bocca che al naso.

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    Molto buono il Piedirosso, dai profumi inconfondibili: esprime caratteristiche differenti di anno in anno che evidenziano un legame particolarmente forte tra annata e terroir e quindi potrebbero spiazzare nell’acquisto. Particolare il Piedirosa, vinificato appunto in rosato, che si esprime meglio a nostro parere dopo qualche anno e che valorizza tutte le caratteristiche del Piedirosso locale, riproponendo sapidità e profumi della zona. E’ comunque un vino dalla spiccata personalità e fuori dagli schemi classici della tipologia, inizialmente un po’ difficile da interpretare ma molto bevibile ed equilibrato.

    La produzione de La Sibilla comprende anche il passito di Falanghina, Passio, il rosso Marsiliano e lo “sperimentale” Domus Giulii, Falanghina vinificata in rosso, con una macerazione di 5 mesi sulle bucce e sui vinaccioli. Un vino quasi “da invecchiamento”, più corposo dei vini fratelli vinificati, una bottiglia sicuramente da provare.

    I momenti passati con Vincenzo Di Meo mi hanno confermato ancora una volta quanto siano legati i vini al territorio. Assecondando la vocazione del territorio e amando il lavoro in vigna, come nel caso de La Sibilla, si ottengono vini con una spiccata personalità e poco omologati. Vini che si devono apprezzare proprio per non essere mai uguali a se stessi, se non nella qualità. E quella, direi proprio che non manca.

    • Nome: Azienda Agricola La Sibilla
    • Indirizzo: Via Ottaviano Augusto, 19 Bacoli (NA)
    • Telefono: 081 8688778
    • Sito Web: www.sibillavini.it
    • Indirizzo E- Mail: info@sibillavini.it
    • Ettari Vitati: 9,5
    • Bottiglie Prodotte: 70.000

    [Crediti | Immagine: lucianopignataro.com]

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