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    Se non fosse per il colore del vino che indicava chiaramente essere una degustazione di vini rossi, l’evento organizzato del gruppo Degustatori Vino Genova in collaborazione con l’Azienda Agricola Venturini avrebbe potuto intitolarsi “serata champagne”, per brio ed effervescenza.

    Quattro le componenti che hanno fatto di questa serata un autentico successo: pubblico attento, degustazione guidata con competenza e precisione da Massimo Ponzanelli, un produttore entusiasta e fiero dei suoi vini che con chiarezza ci ha spiegato la sua terra, ed ultimi ma solo per l’ordine di comparizione, i vini.

    L’azienda Venturini ha i terreni nella zona del Valpolicella classico (zona storica e vocata per avere l’eccellenza) ed è uno dei sottoscrittori del Manifesto “Amarone d’Arte” che sottolinea i criteri guida di vinificazione e cosa deve esprimere questo vino considerato un’ emblema del made in Italy di qualità nel mondo. Nella zona storica non solo si rispettano i parametri minimi di produzione ma i produttori stessi si danno dei criteri più restrittivi (dall’ accurata selezione delle uve, dal lento appassimento e dall’invecchiamento in botti adeguate) per avere un Amarone con la A maiuscola.

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    Oltre a Venturini i sottoscrittori del manifesto sono Allegrini, Begali, Brigaldera, Masi Agricola, Musella, Nicolis, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant’ antonio, Tommasi, Venturini e Zenato. Questi produttori sulle bottiglie hanno un’ologramma (una A maiuscola) che li distingue.

    I vini presentati sono tutti di uvaggio Corvina, Corvinone e Rondinella in percentuali variabili (in qualche caso è stata usata anche la Molinara) e tutti derivanti dalla zona classica.

    La degustazione parte con il Valpolicella classico superiore DOC 2010, un vino che per avvalersi della menzione superiore deve essere affinato in botti di rovere un anno di più con una gradazione min. di 12°. Vino dal colore rosso rubino leggermente scarico ma luminoso, al naso pulito, fruttato e leggermente speziato. Le stesse note che trovi in bocca. Il legno della botte in cui il vino viene tenuto per almeno un anno cede poco, si sente appena accennato

    Si prosegue con il Valpolicella classico superiore Doc Ripasso 2010 – Semonte Alto. Questo Cru vinificato con la tecnica del ripasso (rifermentazione del vino sulle vinaccie dell’ Amarone) dando vita a un vino rosso, dal colore granato, luminoso, profumo intenso di frutta matura, confettura, note speziate maggiori del classico superiore, ha un estratto maggiore, un tannino morbido ben avvertibile, corposo rotondo e fresco.

    E’ quindi il momento del Massimino Rosso Verona IGT 2009. Si tratta di una versione dell’ Amarone “alleggerita”: le uve sono le stesse dell’ Amarone (75% di Corvina e Corvinone e rondinella per il 25%) ma l’appassimento è più leggero (un paio di mesi) e le uve vengono pigiate prima (a inizio dicembre). Anche l’affinamento è minore. Il risultato è un vino dal colore concentrato, quasi cupo. Note olfattive passite, frutta sovrammatura e spezie. La bocca conferma i profumi ma resta comunque piuttosto fresco, ripulisce la bocca piacevolmente reinvitando alla beva.

    L’Amarone e il Recioto derivano entrambe da uve raccolte e fatte passire in luoghi ben arieggiati per un periodo variabile dai tre a i cinque mesi. Il risultato sono uve con un maggiore livello zuccherino, maggiori estratti ed aromi. Una fermentazione lunga e lenta segue alla pigiatura dell’uva effettuata tra gennaio e febbraio. Noi abbiamo assaggiato due Amarone e un Recioto.IMG-20140307-WA0002

    Amarone della Valpolicella classico DOC 2009: vino dal colore rubino con riflessi granata, al naso è pulito, note di frutta sotto spirito, di confettura di frutta rossa, abbastanza etereo con profumi terziari non ancora completamente espressi (il 2009 è un’annata ancora giovane). In bocca si conferma robusto, caldo ed avvolgente si sente la frutta cotta, la nota di spezie (tabacco) che lascia un finale leggermente amaro per nulla spiacevole

    L’Amarone della Valpolicella classico doc 2008 – Capomasua è un vino che viene prodotto solo nelle annate migliori, dopo un’accurata selezione di uve, 5 mesi di appassimento e 3 anni di affinamento in botte (e di una piccola parte di massa in tonneaux) e di almeno 6 mesi in bottiglia. Già al naso è voluttuoso, si sente nitida la frutta matura, noti dolci speziate di cioccolato, tabacco dolce. Grazie ai tannini molto morbidi e una elevata componente glicerinosa avvolge la bocca ed è un piacere berlo.

    Il Recioto della Valpolicella classico DOCG 2010, che pare debba il suo nome alle “recie”, orecchie in Veneto: sono i grappoletti laterali che sembrano delle ali (o orecchie) del grappolo prinicipale. E’ un vino prodotto con la tecnica dell’appassimento delle uve in cassette ben aerate, la vinificazione di queste uve passite da vita a un vino dal colore granata, intenso, vivo. Profumato, piacevole in bocca, elegante. E’ un vino da dessert prodotto anch’esso con la tecnica dell’appassimento.

    Il buffet che ha fatto seguito alla degustazione ci ha permesso di apprezzare anche i vini “da consumo quotidiano”, meno blasonati ma che comunque a tavola ti fanno fare sempre bella figura, un bianco, il Veronese IGT e un Valpolicella Classico DOC del 2012, rosso di medio corpo, equilibrato, perfetto a tutto pasto.

    La soddisfazione unanime è documentabile non solo dai commenti dei partecipanti ma anche dagli acquisti di fine serata. (Per chi non lo sapesse, ove possibile, in queste serate ci si organizza in una sorta di gruppo di acquisto riuscendo a spuntare prezzi più vantaggiosi che se acquistati singolarmente). A questo punto i degustatori avranno solo un problema, organizzare qualcosa che sia almeno dello stesso livello. La sfida è lanciata. Al gruppo il compito di raccoglierla. Per info Degustatori.genova@gmail.com; il gruppo ha anche un profilo facebook “degustatori vino Genova”.

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