viniSe qualcuno avesse avuto dubbi sulle potenzialità del Barbera, avesse avuto ancora pregiudizi, come quando, da bambini, papà portava in tavola il bottiglione pieno di vino dall’odore improponibile sbandierato come vino del contadino, magari contadino amico (del papà, non sicuramente vostro…), che “arriva direttamente dal Piemonte!!!”…

    Piemonte, parola magica che era sinonimo di vino sincero. E tu, a causa di questo, lo odiavi il Piemonte. Ed anche il vino, quella bevanda forte e scura con quell’odore che prendeva in gola… pensieri di bambina astemia. Ebbene, se quel qualcuno avesse partecipato all’evento di mercoledì alle Cantine Matteotti di Genova, probabilmente avrebbe pensato che i ricordi sono stati offuscati dal tempo. Proprio perché il barbera (o la Barbera per dirla alla piemontese), negli ultimi anni ha cambiato profondamente volto e la neo nata docg “Nizza” con il suo disciplinare di produzione è l’ultimo tassello di questo percorso evolutivo. La serata è stata organizzata in collaborazione con il gruppo Degustatori Vino Genova, sempre molto attivo nel proporre interessanti iniziative sul vino; se volete sapere di più sulle loro attività potete leggere una presentazione del gruppo in questo nostro articolo.

    La Docg, copre la zona di Nizza Monferrato e i suoi 17 comuni limitrofi. Ho letto che lo hanno già definito “super Barbera” e le ambizioni di Consorzio e Associazione Produttori del Nizza sono molto chiare: diffondere una nuova immagine di questo vitigno, far entrare nella mentalità comune che questa non è solo e certamente non è più solo per un consumo quotidiano da tavola, ma un vino che si può regalare facendo bella figura, che può invecchiare e quindi da tenere e conservare.

    Quando Gianluca Morino Presidente dell’Associazione Produttori del Nizza venne ad una serata organizzata dall’Onav di Genova presentando il Barbera Asti superiore “Nizza”, ci presentò quello che era un progetto dalle basi solide: “Nizza è un nome breve, facile da ricordare ed è legato a un territorio, e noi vogliamo che questo sia sotto gli occhi di tutti”; un progetto condiviso da tutti i 44 produttori, che può far diventare il “Nizza” un riferimento per la Barbera piemontese. Senza entrare nel particolare, il disciplinare prevede l’utilizzo di Barbera al 100%, non è consentito l’arricchimento del grado alcolico quindi nelle annate problematiche il Nizza potrebbe non essere prodotto. Inoltre, nasce un Nizza Riserva che deve essere affinato in cantina almeno 30 mesi (di cui 12, come minimo, in botti di legno). Per quanto riguarda i tappi, se per la denominazione Nizza, come per le sottozone e la menzione vigna, resta l’obbligo del sughero, viene invece liberalizzata la chiusura delle bottiglie di Barbera d’Asti docg escludendo i tappi a corona. La scelta è dettata dalle richieste dei nuovi mercati in cui la barbera ha trovato sbocco: “I mercati extraeuropei sono restii al tappo in sughero, non hanno la nostra cultura, senza contare la maggiore conservabilità del vino in bottiglia” .

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    Mercoledì Gianluca Morino ha ribadito la soddisfazione sua e quella dei suoi “soci” che sperano che, dopo i passaggi burocratici in Italia, l’ultimo, l’avvallo di Bruxelles, avvenga in tempi ragionevoli da avere così, se non il “Nizza DOCG 2013”, almeno il “NizzaA DOCG 2014”. La conclusione premiante per un lavoro intrapreso oltre 10 anni fa (l’Associazione produttori del Nizza nasce nel 2002) per questo gruppo coeso di produttori che ha alla base l’amore per il proprio lavoro, per un territorio naturalmente vocato e che giustamente hanno voluto rendere trasparente.

    Ma vediamo di conoscerne meglio alcuni.

    Al banco parto con un vino che già conoscevo, e che è sempe un piacere riassaggiare. Barbera d’Asti superiore Ru 2010 14, 5%dell’azienda vitivinicola erede di Chiappone Armando azienda col suo un bel colore rosso rubino, al naso si sente nitida la frutta rossa abbastanza matura, in bocca ha una buona acidità, fresca con tannini giovani ma non ruvidi, è piuttosto rotondo, (fa 18 mesi di barrique), fruttato, buon corpo e struttura, che non lasciano dubbi sulle loro potenzialità.

    A seguire l’azienda La Gironda, piccola azienda da sempre sostenitrice del progetto Nizza, Barbera d’Asti superiore “Le Nicchie”2010, buon vino, molto rappresentativo delle tipicità di un barbera dalle molte potenzialità ma che è già pronto da bere, in cui si sente l’acidità, le note minerali, in cui anche la frutta rossa è evidente, un vino franco dal buon corpo.

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    Il banco di assaggio era composto dal presidente e produttore G. Morino che ci ha portato il suo 900 (si pronuncia neuvcent) Barbera d’Asti superiore Nizza del 2010 che, a fermentazione avvenuta in acciaio, prevede il passaggio in botti di legno, rendendolo un po’ più complesso; il colore è un bel rosso rubino, al naso si sente la frutta rossa matura, la ciliegia scura e matura, una speziatura accennata che ritrovi anche al palato. In bocca è pieno ricco con un mix di frutta rossa e di tostato che si ritrova nel finale retrolfattivo.

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    C’era Andrea Faccio col Bricco Dani 2008 e il Dedicato 2005, splendidi come sempre per finezza corpo ed eleganza sia al naso che in bocca. Il Dedicato 2005 aveva una complessità naso bocca da risultare esplosivo, pieno, con una persistenza retrolfattiva da rendere questo vino difficile da scordare.

    Complessivamente tutti buoni, tutti espressione di una bella barbera, con la tipica acidità, la mineralità, il frutto rosso ben presente, una freschezza e complessità simile ma differente secondo le diverse annate e tipologie.

    I quattro produttori si sono dimostrati molto disponibili e competenti, le persone attorno erano molto interessate ed attente, e credo che di produttori disponibili e gente curiosa ce ne sia un gran bisogno. Di questo li ringrazio, e per il fatto che mi hanno fatto vincere la ritrosia per la Barbera. Auguro loro un in bocca al lupo per la realizzazione del loro progetto.

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