stefano-bonilliDomenica 3 agosto 2014 alle 19:30 si è spento Stefano Bonilli, improvvisamente a 69 anni, prima di cena, in un attimo un infarto lo ha portato via.

    Pur non avendo conosciuto Bonilli di persona, la notizia mi ha colpito moltissimo e reso triste, visto che riconoscevo in lui una delle figure più autorevoli del giornalismo gastronomico, seguito fino a pochi giorni fa con il suo ultimo articolo sulla Gazzetta Gastronomica.

    Il suo contributo all’enogastronomia italiana è stato senza pari e non si può non ricordare come fondatore del Gambero Rosso, giornale poi diventato anche una tv e una città del gusto, nata da una pagina settimanale dedicata ai temi del cibo e del vino con il quotidiano Il Manifesto alla fine degli anni ’80 e poi nel ’92 diventato un mensile autonomo. Ma oltre alla rivista, come non ricordare le famossissime guide dei ristoranti e dei vini, con le quali non sempre magari siamo stati d’accordo ma che sicuramente sono un punto di riferimento per la gastronomia italiana.

    Oltre alla già citata Gazzetta Gastronimica, scriveva anche regolarmente sul suo blog, il Papero Giallo: i suoi articoli erano sempre interessanti, profondi, mai banali, mai che dessero l’impressione di essere solamente un modo di aggiornare il blog giusto per farlo.

    Luciano Pignataro dice di lui: “Non è stato una persona facile, ha anche diviso molto. Odio e amore. La rottura con il Gambero è stata profonda e dolorosa. Capita sempre a chi fa senza preoccuparsi troppo di costruire sempre e comunque consenso. In una Italia dove è sempre più importante non sbagliare, lui amava l’errore perché segno di intelligenza e di autonomia del pensiero. Da stasera Stefano Bonilli è morto e siamo tutti un po’ più soli”. E anche noi ci sentiamo, nel nostro piccolo, più soli, con un punto di riferimento enogastronomico in meno.

    Ai familiari le condoglianze della redazione di Opensociety.it.

    [Crediti | Immagine: gazzettagastronomica.it]

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