La vicenda risale al 2009, quando lo chef Carlo Cracco presentò un conto di 4.140,00 € a dei clienti (6 persone), circa 3.000 dei quali relativi al tartufo d’Alba che i clienti stessi consumarono quella sera. Circa 3 etti, alla modica cifra di 1.090,00 € all’etto. I clienti non gradirono il conto rifiutandosi di pagare, con conseguente trafila giudiziaria.

    Disamina che ruota attorno all’aver pesato o no il tartufo, aver specificato in chiaro il prezzo all’etto (o al grammo) e così via. D’altra parte (parere personale), andare ad abbuffarsi di tartufo da Cracco non la vedo una buona idea. Perchè non “accontentarsi” dei suoi piatti, della sua creatività, quando, seppur buoni, un bel piatto di taglierini al tartufo fai-da-te ti costano al massimo, diciamo 250 € all’etto?

    Tornando ai fatti, la scorsa settimana il giudice ha dato ragione allo Chef, ponendo fine alla diatriba, e ribaltando il risultato a favore di Carlo Cracco. Non si conoscono ancora le motivazioni, ma una cosa è certa: poichè il giudice ha dato ragione a Cracco è giusto dare risalto alla notizia, che “riabilita” la stella dello Chef, se mai ce ne fosse stato bisogno, oscurata in piccola parte dalla vicenda.

    Certo, rimane il rischio che in molti si ricorderanno solamente del lato negativo della vicenda e non del suo lieto fine. In ogni caso… 4.000 euro per una cena… Vabbè, lasciamo perdere…

    [Crediti | Immagine: ok-salute.it]

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