Forse sarà stata una serata no, ma dopo il nostro racconto potrete fare le vostre valutazioni su questa esperienza enogastonomica molto deludente, dal punto di vista della cucina ma non solo.
    Ristorante Insufficiente
    Non ci torneremmo

    Natale, periodo intenso per i locali ma per questo anche fortunato. Chi non vorrebbe vedere il proprio ristorante sempre pieno? E lo capirebbe anche un bambino che un locale pieno deve essere attrezzato per gestire al meglio tutti i clienti.

    Arriviamo al ristorante dopo una segnalazione di due coppie di cari amici, tutti buone forchette ed affidabili: incominciamo bene, ambiente curato, pane, focaccia e bibanesi in tavola e flûte di prosecco di benvenuto che intuiamo dovrebbe essere offerto. Iniziamo con un antipasto a testa e un menù degustazione. I cappon magri disponibili però sono solo due e alcuni ripiegano quindi su un polpo in insalata cotto a bassa temperatura con carciofi marinati in olio extravergine. Piccolo disguido quello del cappon magro, ma ci si può passare sopra, no? Arrivano gli antipasti, tra cui i piatti di polpi che mancano totalmente dell’ingrediente carciofo. Lo facciamo presente dopo in paio di minuti e dopo altrettanti minuti arriva lo chef con un vassoio di carciofi marinati a completare il piatto. Altro disguido…

    Finiti gli antipasti chiediamo la carta dei vini, che avremmo bevuto volentieri con l’antipasto… E tre. Carta fitta di etichette interessanti e a ricarichi contenuti. Ordiniamo un terlan ma manca… E quattro… Allora un bianco piemontese biologico… Manca… Allora una ribolla di una azienda conosciuta favorevolmente… Ok, peccato che ce ne portino un’altra e si dimentichino di dircelo. Proseguiamo senza polemizzare per evitare di peggiorare la serata, confidando nell’errore in buona fede. Scopriamo solo dopo, ordinandone una seconda che specifichiamo vogliamo assolutamente essere dell’azienda conosciuta, che quella ribolla lì è finita. Pertanto la fornitura di altra ribolla non era un errore: questo sa di presa in giro e questo a me personalmente non va proprio giù. Proseguiamo.

    osteria-pacetti-genova

    Dopo il primo antipasto del menu degustazione, arriva il tortino, terzo antipasto previsto, buono. Chiedendo su dove fosse finito il secondo antipasto, funghi fritti, la risposta del cameriere è che non ci sono e non è stato rimpiazzato. Incredibile. Arrivano i primi degli altri commensali: buona la pasta calamari con dentice profumati al basilico. Sciatti, troppo sciatti, invece gli spaghetti con cannolicchi di mare. Senza entrare nel tecnico, che non ci compete, i due piatti presentavano rispettivamente uno e 5 cannolicchi. Io avrei spartito meglio il prezioso ingrediente anche perché oltre al cannolicchio, rimangono solo spaghetti piuttosto sconditi nel piatto. Inutile dire che, finito il cannolicchio, il resto degli spaghetti sono rimasti nel piatto, ricordandomi i pranzi di dieta pre-gara a pasta scondita. E poi, la sabbia negli ormai stra-citati cannolicchi non ci sarebbe dovuta essere.

    Passiamo ai secondi, che molto probabilmente sono approvvigionati con la stessa frequenza dei vini: lunga la lista di proposte, tutte classiche e a base di pesce e patate, a parte il filetto di manzo alla senape del menù degustazione di terra. Tornando al mare ci confermano come presenti: suprema di orata alla ligure, rombo di amo al sauvignon con patate prezzemolate e stoccafisso delle Lofoten in insalata. Assenti senza preavviso (nè giustificazione): tagliata di tonno, branzino alla mugnaia, leccia stella al forno con carciofi e patate, pescatrice alla ligure. L’incontro finisce 4-3 per gli assenti, come Italia Germania ai mondiali del ’70.

    Inutile infierire sui dolci, dove vincono di nuovo gli assenti 4-2. Tra i presenti, la panna cotta ai frutti di bosco caldi. Ci siamo sincerati della presenza di questi ultimi prima di ordinare il dolce: non sono mai arrivati, sostituiti da un orrendo topping. Cambiano le portate ma la musica è sempre la stessa: bastava dirlo per tempo per maggiore correttezza. Ora a voi l’ardua sentenza…

    Clicca qui per sapere dov’è l’Antica Ostaria Pacetti a Genova.

    Pacetti
    Categoria Osteria
    Città Genova
    Indirizzo Via Borgo Incrociati, 22 r
    Numero di telefono +39 010 8392848
    Valutazione Insufficiente (1/5)
    Ci torneremmo NO
    Prezzo indicativo 35 €, vini esclusi
    Sito web n.d.
    Orario settimanale n.d.
    Chiusura settimanale n.d.
    Chiusura stagionale n.d.

    Nota: il giudizio viene effettuato in base alla seguente scala di valori:

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