Masterchef-nazista

    Alla fine tutti ne parlano e da questo punto di vista Masterchef e Sky hanno già vinto. Una volta si diceva che non importa se bene o male, per farsi pubblicità l’importante è che se ne parli. Ed al giorno d’oggi questo detto non mi sembra inattuale. La cosa che mi ha colpito altrettanto è invece la diatriba a distanza tra lucianopignataro.com e dissapore.com due autorevoli e seguitissimi siti enogastronomici nostrani.

    In ogni caso, tra un parere e l’altro su Masterchef, definito dal primo Nazichef e riabilitato invece come programma leggero e costruito bene dal secondo, Dissapore non si risparmia una “stoccata” su Luciano Pignataro.  Non entro nel merito della questione, ritengo solamente poco utile uno scontro o ripicche tra siti quando, invece, una collaborazione piuttosto che una sana competizione potrebbero risultare vincenti per ambo le parti.

    Al giorno d’oggi è difficile definire qualche cosa bianco o nero, un grigio spesso è la verità. Non possiamo di certo definire Masterchef un programma ad alto contenuto culturale ma, spegnendo opportunamente il cervello, o meglio, sapendo perfettamente di cosa si tratta, non posso che concordare sulla leggerezza e piacevolezza del format. A leggere quanto scritto su Luciano Pignataro, meglio godersi il programma sulla poltrona che non partecipare alle selezioni, però. Ma stupirsi di certe cose è come pensare che durante gli incontri di wrestling se le diano sul serio di santa ragione…

    [Crediti | Immagine: dissapore.com]

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